Tre giorni in Svizzera con MyLausanne – tra Losanna, Lac Leman e Cully

Partenza presto, così presto che l’alba è ancora lontana e la notte la fa da padrona nella città addormentata.
Pochi fari di macchine abbagliano a intermittenza la strada scura: il piacere del sentirsi parte attiva di una realtà ancora assopita, scrollo le spalle e con esse il residuo desiderio del piumone caldo che sa di bucato.
Arrivo a Milano che già tutto è in fermento, rallentamenti per parcheggiare la macchina e metropolitana brulicante: rido sottovoce pensando alle parodie nelle quali mi sono imbattuta ogni tanto sul web riguardo all’operosità del milanese e penso che sì, tutta questa gente è pronta per fatturare (semi cit.).

Amo le stazioni dei treni.
Ho passato una vita a fare la pendolare sulla linea regionale ligure e anche se il mio odio per l’estrema scomodità della tratta è tale da avermi convinto a comprare un motorino, il fascino delle grandi stazioni piene zeppe di persone con zaini, borsoni e valigie rimane invariato: un po’ come l’aeroporto, la stazione è un grande crocevia di sguardi, incrocio di passi, fiumana di persone.
Promesse appese a un filo di telefono, “ciao” urlati a gran voce carichi di speranze, baci che volano dall’altra parte del binario.
E la sensazione che, stipati in quei trolley prossimi allo scoppiare della cerniera, ci sia molto più che semplici oggetti: chi parte spera, sogna, ha paura ma non si ferma.
Chi parte si porta appresso un bagaglio di emozioni molto più pesante dei chili concessi dalle ingombranti valigie.

A passo svelto raggiungo uno dei primi binari e salgo sull’elegante convoglio della rete svizzera: pochi stop e nessun cambio, mentre gli scenari scorrono lato finestrino non mi accorgo del tempo che passa e in circa tre ore eccoci a destinazione. Buongiorno, Losanna!

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Città elegantissima e raffinata, se Losanna fosse una persona sarebbe una donna alta e slanciata, occhiali scuri calati sul viso, una calda stola di lana avvolta sulle spalle che cade lungo i fianchi.
Bella ma, soprattutto, affascinante.

Raggiungiamo in men che non si dica il nostro albergo: Hotel de la Paix, imponente e classy: la vista sul Lac Leman dalla mia camera, il regalo più bello che mi si potesse fare, la stessa della foto sopra.
Trovo che il lago abbia un fascino non indifferente: malinconico e romantico, la sua calma piatta induce alla riflessione e così mi perdo, occhi all’orizzonte e la mente che segue i sentieri dei pensieri.

Tre giorni in Svizzera: sembra facile da raccontare ma così non è.
Non è facile perchè Losanna è profumi e colori, eleganza e rigore, tradizione e innovazione.
Racchiudere un’esperienza in poche righe accompagnate da una selezione di foto è riduttivo, sempre, e oggi confermo il mio imbarazzo nel raccontare Losanna in così poco spazio.

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Losanna, day one.
Dopo un pranzo tipico (ve ne parlo più in là!) on y va alla scoperta del cuore pulsante della città.
La Cattedrale di Losanna è la prima tappa del tour: opera medievale di imponente bellezza, è la chiesa protestante maggiore del cantone di Vaud. Da vedere il rosone, di indubbia bellezza, che presenta, tra le altre, anche una raffigurazione dello zodiaco e l’organo, opera del designer Giugiaro.
Losanna, sospesa tra origini e tradizione: il Guet, il custode della cattedrale di Losanna, era colui che vegliava sulla città per prevenire incendi.
Ancora oggi, dalle 22 alle 2 del mattino, il Guet chiama le ore dall’alto della torre rincuorando gli abitanti di Losanna. Una tradizione simile (in parte) a quella della cattedrale di Cracovia; trovare similitudini, fare connessioni, rendersi conto che questo mondo non è poi così grande come sembra: viaggiare alla fine questo è, non credete?

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Losanna, città romantica. Nessuna impressione sarebbe stata più calzante di questa.
Prendi una coppia di innamorati, di quelli che si guardano negli occhi e il mondo intorno non è più un problema; di quelli che mano nella mano coprono qualsiasi distanza, to the moon and back; di quelli che credono davvero che l’amore possa tutto e tu da fuori lo senti quel coraggio, il coraggio dell’amore.
Ecco, facciamo che questa coppia voglia sposarsi ma voglia farlo ora, lontano dalle lunghe organizzazioni che uccidono i sentimenti.
Cattedrale di Losanna, ogni venerdì alle 15: suona una campana che è il richiamo di chi sceglie di unirsi per la vita, è il richiamo dell’amore che non aspetta e non ha paura del per sempre.

Losanna, città romantica. Sapete che nel municipio di questa città si sposò David Bowie?!
Impossibile non passarci davanti, il sabato mattina, quando il mercato è in atto e ovunque c’è gioiosa aspettativa per la domenica. Alzare gli occhi, percorrere ogni centimetro della facciata e pensare che qui, proprio qui un mostro sacro della musica giurò alla propria amata di dare tutto se stesso per l’unico fine dell’amore. Losanna, città romantica: chi osa dire il contrario?

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Passeggiamo nel freddo di Losanna scendendo e salendo su e giù per le strade che tanto ricordano San Francisco e raggiungiamo la parte nuova della città.
Il Flon è il quartiere nuovo di Losanna, avveneristico e ricco di locali che costituiscono il fulcro della movida notturna; rivalutato negli scorsi decenni, prende il nome dall’omonimo fiume che scorre, in alcuni punti, in superficie. E’ qui che bisogna recarsi la sera, nei weekend: la movida è tutta qui.

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Losanna, day two.
Se c’è una cosa che amo fare, non tanto a casa ma quando sono in giro, è girovagare per mercati.
Nel mercato scorre la vita quella vera, fatta di studenti e casalinghe, uomini d’affari e bambini e anziani: tra i banchi colorati qualsiasi tipo di leccornia, i foglietti stropicciati dal vento riportano numeri e nomi, i bancali di legno impilati all’angolo della strada.
Il sabato mattina è giorno di mercato a Losanna e le strade del centro storico si arricchiscono di persone intente a comprare generi alimentari e fiori, quanti fiori!
I profumi dai vasi traboccanti di gerbere, peonie e rose; l’aroma del pane appena sfornato dai forni situati dietro ai banchi; i colori autunnali delle zucche e dei melograni; il miglior pescato del lago.
Ecco, io in questi casi farei una spesona di quelle da pranzo-di-Natale-in-famiglia-con-diciotto-invitati: l’occhio vuole la sua parte e la tentazione di lasciare le brulicanti vie del mercato con sacchetti di carta sotto le braccia è forte. Resisto al pensiero di quel che mi aspetta dopo, con la convinzione che portarmi appresso la spesa non sarebbe proprio un’idea vincente.

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Direzione Cully, via lago: a bordo de La Suisse, imbarcazione a vapore del 1910 perfettamente funzionante e in un attimo è subito come in un film: il rumore dei pistoni, il locale ristorante, la prima classe panoramica. Dove sono le donne con l’ombrellino per ripararsi dal sole e gli uomini con orologio da taschino?
La visione della Svizzera via lago è qualcosa di insolito e bellissimo: da qui mi accorgo ancor di più di quello che, il giorno prima, la guida ci raccontava: Losanna e i suoi vigneti, parte imprescindibile e indissolubilmente legata alla tradizione quanto all’economia. I primi di Dicembre il comune di Losanna mette all’asta il vino prodotto dai vigneti e il ricavato viene impiegato per opere comunali.
Non male, vero?

Raggiungiamo Cully nel primissimo pomeriggio: tranquilla cittadina sul lago, poche case con giardini antistanti e il verde dei vigneti tutt’intorno.
Diecimila terrazze su quaranta livelli: questi i numeri dei vigneti del cantone di Vaud.
E proprio qui siamo diretti: a bordo di un trenino di quelli che si vedono in tante località turistiche, su per le colline antistanti Cully.
Un’escursione che fa capire la ricchezza costituita dai vigneti e che regala una vista nuova del Lac Leman.

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Losanna, day three.
Irrinunciabile il Museo Olimpico: un’immersione totale nella storia dei giochi olimpici fino ad arrivare ai grandi campioni che tutti ben ricordiamo.
Losanna, sede del Comitato Olimpico Internazionale, è l’unica città al mondo che ospita un museo interamente dedicato alla storia delle Olimpiadi: una celebrazione dello sport attraverso chi ha contribuito a renderlo ancor più famoso, il Museo ricorda a tutti quanto siano importanti valori quali la lealtà, la determinazione, la forza di rialzarsi e insegna che nulla viene dal nulla, l’impegno e la fatica sono necessari per il raggiungimento del successo in qualsiasi campo.

Un viaggio attraverso i feticci dei grandi campioni tra tute, sci in legno, body ricchi di perline, borsoni in pelle scrostata, palloni e scarpe da corsa; c’è anche una parte del museo dedicata all’alimentazione degli sportivi!

Una volta usciti dal museo, due passi attraverso il quartiere di Ouchy: una volta comune a se stante, tutt’oggi l’identità passata continua a percepirsi.
Camminare lungo il lago, tra runner e bambini con i monopattini, mentre il sole si rispecchia nella placida distesa d’acqua, fa intendere il perchè Losanna sia una città tanto amata da chi voglia passare qualche giorno lontano da tutto e tutti.

Losanna è una signora elegante che copre con passi leggiadri il lungolago; il cellulare è in borsa, probabilmente in modalità silenziosa se non addirittura spento, gli occhiali da sole in testa perchè i raggi possano colpire dritti agli occhi che si sa, sono il varco per l’anima. Il cuore gonfio di quella bellezza data da quel che la circonda; il sorriso sul volto perchè la vità è breve, un peccato sprecarla arrabbiandosi.

Grazie MyLausanne per avermi regalato tre giorni in Svizzera, tre giorni alla scoperta della bellezza a due passi da casa.

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